Duri per durare
Con questo numero il “Cinghiale Corazzato” ritorna nelle vostre mani in
un’epoca quanto mai gravida di incertezze: i molti fatti che hanno attraversato
questo sanguinoso 2011 sono stati analizzati con continuità nella nostra
cartellonistica e nelle nostre conferenze di Formazione Militante. Certamente,
sul prossimo numero dedicheremo analisi più approfondite alla cosiddetta
“primavera araba”, alla vergognosa guerra di aggressione contro la Libia, ai
nuovi scenari di guerra in Medioriente (con i paventati attacchi alla libera
sovranità siriana e alla repubblica dell’Iran). Porteremo anche la nostra
attenzione sulla crisi finanziaria ed economica che ha travolto la fragile e
dissipata signoria berlusconiana, installando nelle nostre terre un governo di
tecnocrati (con cromature cattoliche) cui “il Bel Paese” affida le sue ultime
speranze di salvezza. Siamo davvero consapevoli di essere alla fine di un’epoca
(che sarà probabilmente rimpianta da molti) e probabilmente la Storia (con la s
maiuscola) verrà presto a bussare (violentemente o sommessamente non lo
sappiamo) alle nostre porte, chiedendo scelte e decisioni, o magari
imponendole. Busserà magari anche alle porte ferrate del nostro Ateneo, questa
cittadella dove la vita sembra trascorrere sempre uguale, e anche lì
probabilmente occorreranno parole chiare. Permetteteci però di fare ancora un
numero di questo giornale come nei tempi di pace, dove si tratti con passione
di storia e cultura, di politica e di Tradizione, e di dedicare quel che resta
di questo editoriale, ancora una volta, ai piccoli fatti del nostro Ateneo. Alle
ultime elezioni accademiche (Maggio 2011) l’alleanza tra Comunità Antagonista
Padana, Azione Universitaria e Cuib d’Avanguardia ha portato i frutti sperati,
anzi frutti inattesi ma carichi ,per questo, di ancora maggiori soddisfazioni: tre
consiglieri di facoltà eletti (Simone Brigatti in Economia, Salvatore
Perdichizzi e Cesare Crivellari a Scienze Bancarie). Grazie a tutti quelli che
hanno lavorato (e sono stati molti) a quest’alleanza
tanto difficile negli esordi quanto positiva negli esiti. Agli amici e
militanti di Azione Universitaria, con cui conviviamo ormai stabilmente da due
anni nell’Aula “Robert Brasillach” nell’edificio Antonianum , i complimenti più
vivi per il forte impegno personale e materiale profuso in questa battaglia
elettorale. Agli amici e camerati del Cuib d’Avanguardia, con cui la Comunità
Antagonista Padana ha stretto in questi anni un legame di affetti, di idee e di
vita comune che difficilmente possiamo condensare in queste poche righe, il
ringraziamento per aver tenuto duro con noi, negli ultimi due anni. Tutto
questo dimostra, ad abundantiam, se mai ce ne fosse stato bisogno, che con
amici veri è bello condividere sia le sconfitte che la vittorie. A inutili
battaglie di bandiera, fatte per soddisfare ambizioni personali, orgogli
settari e i tanti piccoli arrampicatori sociali che si annidano, come tarme,
nei movimenti giovanili dei partiti, abbiamo preferito di gran lunga
un’alleanza solida e motivata. Tre gruppi dalle forti e assai differenti
identità che si uniscono e si mettono in gioco (nei “ludi cartacei”) con una
sigla nuova ma dal forte impatto e ottengono lusinghieri risultati: ecco cos’è
stato Sturm und Drang. Accanto al generale (e scontato) trionfo di Ateneo
Studenti e di Athaeneum, abbiamo annotato, non senza stupore, l’incredibile
vittoria della lista “Il Cambiamento” a Giurisprudenza (tre consiglieri eletti)
e poi il buon risultato de “I Riformisti” e di “Capramagra” a Scienze politiche
e la conferma di Studenti per le Libertà. Tra le liste che non hanno ottenuto
eletti abbiamo dovuto annoverare il Blocco studentesco, il Movimento
Universitario Padano e Uld - Studenti di sinistra. A tutti indistintamente l’augurio
di mantenere e rafforzare la propria voglia di impegnarsi con continuità e
spirito di servizio nei confronti dei valori più veri e fondanti del nostro
Ateneo. Da ultimo permetteteci una piccola notazione personale, non esente da
una qualche coloritura polemica: la Comunità Antagonista Padana ha dimostrato
in questi anni, con la costanza di un impegno faticoso e quotidiano e con la
collaborazione dei militanti che si succeduti al suo interno, di aver elaborato
una proposta concreta di vita studentesca alternativa, ricca di contenuti,
legata alla propria terra e alla propria identità, tanto lontana dal ciarpame
umano che spesso vediamo affollarsi nei nostri amati chiostri. Abbiamo
arricchito e potenziato una proposta identitaria, rendendola lontana dal
macchiettismo della politica ita(g)liana (e ci riferiamo alla Lega Nord in
primis), con uno sguardo attento e agile sulla politica internazionale, senza
mai abbassarci a sterili polemiche “da cortile” o, ancor peggio,“da ballatoio” con
gli altri gruppi studenteschi. Abbiamo offerto e offriamo agli studenti della
nostra Università una proposta politica ed umana forte e a tutto tondo che
richiede disponibilità di tempo da donare (accanto agli impegni accademici),
generosità nel sacrificio, una dose minima ma significativa di coraggio (che
dobbiamo notare essere merce rara oggi), desiderio di infrangere tutti i luoghi
comuni del “politicamente corretto”, umiltà e voglia di imparare, spirito
comunitario e un pizzico di scanzonata follia. Cosa vi offriamo? Di sicuro meraviglie
e quella Libertà, figlia dell’Ordine, di cui la nostra società agonizzante e la
nostra Europa, terra di morti, avrebbero disperatamente bisogno. Per trovarci
basta salire, con buona volontà e lieve piglio atletico, gli scalini
dell’Antonianum sino a giungere al secondo piano. Astenersi perdigiorno,
mercenari, pavidi cronici e saputelli.
Piergiorgio Seveso